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venerdì 14 giugno 2013

Tartufi cioccocroccanti

Avete da smaltire ancora qualche uovo di Pasqua? Allora, questa ricetta fa proprio al caso vostro.

Ingredienti:
200g di biscotti digestive McVitie's
1 tuorlo
50g di cacao amaro
50g di zucchero a velo
100g di burro
1 dl di latte
300g di cioccolato fondente (io ho usato 100g di ciocc. fond. al 70%, 100g di ciocc. fond al 55%, 100g di cioccolato al latte)

Preparazione:
tritare finemente i biscotti digestive McVitie's, metterli in una ciotola e unire il tuorlo, il cacao, lo zucchero a velo, il burro ammorbidito tagliato a pezzetti e, infine, incorporare il latte versandolo a filo e mescolare energicamente con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto omogeneo. Mettere questo composto in frigo per qualche ora per farlo rassodare, dopodichè riprenderlo e, dopo aver leggermente inumidito il palmo della mano, prelevare piccole porzioni di impasto e arrotolarle tra i palmi per formare delle palline e posizionarle ben distanziate su una teglia rivestita di carta forno. Una volta ottenute tutte le palline mettere la teglia nel congelatore. Intanto, fondere il cioccolato a bagnomaria. Riprendere i tartufi dal congelatore e aiutandosi con una forchetta passarli uno per uno nel cioccolato che, per effetto del freddo, si rassoderà presto quindi far cadere subito l'eccesso prima di rimettere i tartufini sulla teglia. A questo punto i tartufini vanno in frigo fino a qualche minuto prima di servirli. Ecco le foto! Sono davvero deliziosissimi!

lunedì 27 maggio 2013

Brioche al caffè

Qualche tempo fa ho visto fare delle brioche al caffè nel programma televisivo di Sara Papa "Pane amore & Fantasia".
Ho preso la ricetta e l'ho modificata in base alle mie esigenze (ad es. ho dimezzato le dosi e non ho usato il quantitativo di farina di farro che la ricetta prevedeva) e sono venute fuori queste deliziose brioche al caffè che a mio marito sono piaciute abbastanza.

Ingredienti per la biga:
100gr di farina manitoba Molino Chiavazza
35g di lievito madre
75g di acqua

Ingredienti per l'impasto:
225g di farina manitoba Molino Chiavazza
30g di crema al caffè Bacco (che ho usato al posto di 12g di pasta di caffè)
2g di polvere di caffè
110g di latte a temperatura ambiente
30g di uovo
1 tuorlo
75g di lievito madre
3g di sale
25g di zucchero di canna

Per lucidare:
tuorlo d'uovo, sale, latte, zucchero di canna.

Procedimento:
preparare la biga e far riposare per 12ore circa.
Mettere nella planetaria la farina, la biga, il latte, le uova, lo zucchero di canna, la crema al caffè Bacco, la polvere di caffè e cominciare ad impastare a velocità medio bassa. Quando comincia ad impastarsi (cioè dopo almeno 5 minuti) aggiungere il burro e il sale. Dopo un pò aggiungere il burro e il sale.
Quando l'impasto è pronto metterlo a lievitare finchè raddoppia di volume. Quando l'impasto è lievitato stenderlo in un rettangolo prima un pò con le mani e poi con il mattarello e tagliare l'impasto creando dei triangoli sul rettangolo steso.
Arrotolare l'impasto partendo dalla base larga fino ad arrivare alla punta per dare la forma di un cornetto e posizionare su una teglia rivestita di carta forno e far lievitare ancora per almeno mezz'ora. Quindi, spennellarle con un composto di tuorlo d'uovo, sale, latte e cospargere di zucchero di canna e infornare a 180° con una fonte di vapore in forno (io ho usato il ghiaccio sul fondo di una teglia).
Il tempo di cottura dipende dalla grandezza dei cornetti, quindi può essere variabile e bisogna regolarsi sul momento.
Quando ho cotto la prima infornata ho dimenticato di cuocere con il vapore e i cornetti sono venuti un pò più scuri e fragranti e sono quelli che vedete qui sotto.


Quelli cotti al vapore sono venuti più chiari e soffici (meglio i secondi).

Il giorno dopo si erano un pò induriti entrambi, ma scaldandoli tornano abbastanza buoni, non come il giorno della cottura, ma sono comunque mangiabili.

sabato 25 maggio 2013

Pepite di patate con pesto di pistacchi di Bronte

Amiche carissime, grazie per gli auguri di pronta guarigione che mi state inviando in tante.
In questi giorni mi sto godendo, per quanto sia possibile per una mamma di due pesti, un pò di riposo.
Da quando è venuto fuori il rash cutaneo tipico della quinta malattia sembrano essere scomparsi anche tutti gli altri sintomi che mi stavano dando il tormento: in primis mal di testa e nausea, quindi, posso dire di sentirmi meglio.
Sapevate che ieri è iniziata a Milano la terza edizione del Cake design Italian Festival?
Io ho avuto l'opportunità di seguirlo in streaming su facebook sulla pagina della DeAgostini.
In pratica, qualche giorno fa, sono stata inviata ad iscrivermi per la visione dell'evento e senza perdere tempo l'ho fatto, mi sono iscritta e ieri senza aver affrontato un viaggio per Milano, nè aver pagato l'ingresso agli stand, ho visto il workshop di Cècile Crabot e di Molly Coppini (gli altri due in programma non ce l'ho fatta a vederli per mancanza di tempo): è stato bellissimo, è stato come seguire dei corsi in diretta con la possibilità di interagire direttamente con la cake design insegnante di turno grazie all'attivazione di una chat messa a disposizione dalla DeAgostini.
Stamattina mi sono deliziata con il workshop sulla ghiaccia reale di Kristina Rado (Krikrira di Cookaround) che è stata un vero fenomeno. Nel pomeriggio volevo vedere anche quello di Ellie Sleekcakes sulla sfumatura dei fiori, ma mi sono addormentata mettendo a letto mia figlia e me lo sono perso.
Domani sarà l'ultimo giorno ed in programma ci sono due workshop, uno di Nana & Nana e l'altro di Molly Coppini, sono già curiosa di vederli.
Pare che nei prossimi giorni sarà possibile rivedere sul sito della DeAgostini tutti questi workshop, pertanto se ve li siete persi non temete, li potrete sempre rivedere.

Intanto, visto che ho poca voglia di cucinare e poco tempo, dal momento che sto praticamente divorando questi workshop, oggi ho cucinato un piatto semplice semplice ma di un gusto davvero speciale.

Ingredienti:
pepite di patate (gnocchetti)
pesto ai pistacchi di Bronte Bacco
formaggio Gran Moravia in scaglie
pistacchi tritati q.b.

Procedimento:
Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua bollente salata e con qualche cucchiaio di quest'acqua stemperare in un piatto la quantità desiderata di pesto ai pistacchi.
Quando le pepite verranno a galla scolarle e metterle nel piatto con il pesto e mescolare per qualche secondo.
Impiattare e completare con filetti o scaglie di Gran Moravia e pistacchi tritati.

Semplice, veloce e buono.
L'ideale per chi, come me, non ha voglia nè tempo per cucinare.
Baci e.... alla prossima!

giovedì 23 maggio 2013

Bavarese alle fragole

Quanto è normale secondo voi beccarsi una malattia esantematica (più comunemente conosciuta come "quinta malattia") a 40 anni quasi suonati?
Infatti, era quello che pensavo pure io: PER NIENTE!
Già da qualche giorno avvertivo i sintomi che sono di una normale influenza (dolori articolari, spossatezza esagerata, mal di testa continuo) a cui si era aggiunta una strana e persistente nausea (soprattutto mattutina) e lì è scattato pure il test di gravidanza: NEGATIVO! 
Il sintomo che mi aveva lasciato da pensare più degli altri era uno sfogo di tipo pruriginoso sulle spalle e sulla pancia: sembrava che fossi stata presa di mira da decine di zanzare assatanate più che affamate|
Ieri c'è stata la svolta: mia figlia aveva il volto completamente rosso, sembrava come se qualcuno l'avesse usata come pungiball e siccome io dovevo lavorare l'ho fatta portare dal pediatra che, come l'ha vista, ha sentenziato: si tratta della quinta malattia.
Appena mi è stata riferita la diagnosi ho chiamato il dottore e gli ho chiesto se potevo averla presa anch'io e lui mi ha detto che doveva vedermi per stabilirlo.
Tornata a casa mi leggo tutta la sintomatologia della malattia e mi ritrovo perfettamente in tutti i sintomi e poi stamattina la sorpresa: mi sono svegliata piena di puntini rossi su braccia, pancia e gambe (che brutti e quanto prudono!), allora sono andata dal dottore e mi ha detto: "eh sì, è proprio la quinta malattia!", poi ha aggiunto: "così non puoi proprio andare a lavorare, sei molto contagiosa" (Beh, questa seconda parte non è che mi sia proprio dispiaciuta!)
Finalmente tutti i miei sintomi (e soprattutto nausea e mal di testa) hanno una risposta: stavo già pensando di fare una TAC o non so che cosa perchè cominciavo a preoccuparmi.

Passiamo ora alla ricetta!
Questa bavarese l'ho vista su una rivista e per l'esattezza su "Cucina Moderna", beh, a dire il vero, quella che ho visto era più carina.
Vi riporto tutti gli ingredienti e le dosi per rifarla.
Mi è stato detto che sembra di mangiare un gustosissimo fruttolo alla fragola (chi me l'ha detto era entusiasta, quindi immagino che fosse un complimento!) 
Ingredienti:
400g di fragole
300ml di panna fresca
320ml di latte
3 uova
zucchero semolato 190g
50g di zucchero a velo S. Martino + quello per decorare
gelatina in fogli 20g (io ne ho usati 15g)

Procedimento:
sgusciare le uova separando il tuorli dagli albumi. Montare questi ultimi a neve e poi aggiungere poco alla volta 100g di zucchero semolato, continuando a montare fino a ottenere un composto lucido e gonfio.
Trasferire in una tasca con bocchetta a stella (io ho dimenticato di mettere la bocchetta ed ho tagliato la punta del sap a zig zag) e realizzare tanti ciuffetti su una teglia foderata con carta forno.
Cuocere le meringhette in forno caldo a 80° per 1 ora e mezzo. Intanto, lavorare i tuorli con lo zucchero semolato rimasto. Unire il latte e cuocere su fuoco dolcissimo, mescolando con un cucchiaio di legno, finchè la crema ne velerà il dorso (o se avete un termometro fino a 82°). Ammorbidire la gelatina in acqua a temperature ambiente, strizzarla, incorporarla alla crema e lasciare raffreeddare mescolando di tanto in tanto. Montare la panna e mescolarla con la crema. Frullare 3/4 delle fragole con lo zucchero a velo e aggiungere anche'esse al composto (io vi consiglio di filtrarle prima con un colino, così non vi ritroverete nel dolce, come è capitato a me, gli antiestetici semi della fragola).
Trasferire il tutto in uno stampo da budino bagnato e fare rassodare in frigorifero per qualche ora (io l'ho lasciato una notte intera!). Sformare la bavarese in un piatto da portata, guarnirla con le fragole rimaste a fettine, spolverizzare con un pò di zucchero a velo e completare con le meringhette.

Adesso vorrei dire alcune cose che non mi sono piaciute di questa ricetta e come secondo me si possono migliorare:
1) da nessuna parte era scritto di filtrare lo sciroppo di fragola e, quindi, avendo seguito le istruzioni alla lettera, dopo aver tenuto la bavarese capovolta per un'intera notte, i semi delle fragole si sono riversati tutti sul fondo del dolce che, una volta sformato, è diventato la cima. Brutte da vedere, vero? Quindi, il mio consiglio è quello di passare attraverso un colino a maglie fitte lo sciroppo di fragola prima di unirlo al resto del composto.
2) le meringhette appena cotte erano fantastiche e fragranti, il giorno dopo erano mollicce e le ho dovute rimettere ad asciugare in forno. Con la classica meringa all'italiana non mi è mai successo, per cui preferite la meringa italiana a questa (che mi pare sia quella francese!).
3) La gelatina, benchè fosse ben sciolta ed amalgamata all'interno della bavarese, si è concentrata, come i semi delle fragole, sul fondo dello stampo e quindi rigirandolo è diventata la parte superiore. L'effetto cromatico era molto bello perchè c'erano due rosa differenti rosa a contrasto con il rosso più acceso delle fragole, però quando camminavo con la bavarese tra le mani la gelatina sembrava ballare e questo non era altrettanto bello da vedere.

domenica 19 maggio 2013

Ciambella con yougurt e arancia


Avevo dello yogurt (del fruttolo in realtà) da consumare ed ho cominciato a sfogliare qualche rivista di cucina a mia disposizione per trovare una ricetta che mi ispirasse. Da un Sale&Pepe ho preso questa:

Ingredienti:
330g di farina 00 antigrumi Molino Chiavazza
100g di zucchero
4 uova
1 vasetto di yogurt bianco (io ho usato 3 fruttolo alla fragola da 50g ciascuno)
il succo e la scorza grattugiata di 1 arancia non trattata
2 cucchiaini di lievito S. Martino
1 bustina di vanillina (io non l'ho messa!)
170g di olio di semi di arachide
burro e farina per lo stampo
zucchero a velo S. Martino q.b.

Preparazione:
sgusciare le uova in una ciotola, unire lo zucchero e montare con le fruste elettriche fino a renderle spumose. Unire l'olio, poco per volta, continuando a lavorare fino a incorporarlo completamente.
Setacciare la farina e il lievito nell'impasto di uova, mescolando con una spatola (questa fase è fondamentale, perchè se si continua con le fruste elettriche, anche a bassa velocità, l'impasto si smonta e non si recupera più. Lo so perchè a me è successo!)
Unire il succo e la scorza d'arancia, la vanillina (che io non ho messo, ma vi sto riportando integralmente la ricetta così come l'ho trovata!), lo yogurt (che io ho sostituito con il fruttolo alla fragola), mescolare ancora per amalgamare.
Versare il composto in uno stampo a ciambella imburrato e infarinato e cuocere in forno già caldo a 180° per 50 minuti.
Sformare la ciambella, farla raffreddare e servirla cosparsa con dello zucchero a velo.

Per le foto della fetta il problema è sempre lo stesso: ho portato la ciambella da mia suocera e non ho potuto fotografarla quando è stata tagliata.
Fidatevi, era buono!